LA TEORIA DELLE “FRECCETTE” di Andrea Mazzeo

La Teoria delle “Freccette”

Oggi non bisogna “cercare un lavoro”, ma costruire, con pazienza e passione, le condizioni che ci consentano di accedere ad un percorso professionale soddisfacente.

Una di queste condizioni è quella che ho chiamato “la Teoria delle Freccette”

Ecco, su questo tema, un estratto dell’intervista pubblicata sull’Osservatorio Cultura e Lavoro di Antonella Salvatore

Prendiamo una ragazza e chiamiamola Alfa. Alfa ha diverse qualità, alcune le conosce, altre no, ma soprattutto non si sente sempre sicura di sé. Alfa si laurea e inizia un tirocinio curriculare in una struttura di medie dimensioni; durante questa esperienza conosce diverse persone tra cui Epsilon che, durante il lavoro, ha modo di apprezzarne la dedizione e le capacità potenziali (ecco la freccetta..!); Epsilon però, poco dopo, esce dall’azienda. Passa quasi un anno ed Epsilon conosce Sigma che lo coinvolge in una nuova opportunità professionale; nel frattempo Alfa termina il suo tirocinio curriculare. L’attività di Sigma è in sviluppo e così chiede a Epsilon di aiutarlo a trovare qualche altro collega che lui stima da coinvolgere nella nuova realtà: a quel punto la freccetta fa il suo dovere.. Epsilon si ricorda di Alfa e del suo valore e la chiama; Alfa piace molto a Sigma e così, in breve tempo Alfa diventa una risorsa importante della nuova azienda.

Questa è una storia vera…!!! Non è una storia di raccomandazioni o di fortuna o di destino: è la storia di una rete di relazioni che determinano un futuro professionale, ma non sappiamo quando o come. Nel mio lavoro assisto spesso a storie così, ma fissiamo bene il punto: mentre siamo dentro la storia non ne conosciamo la possibile evoluzione. Quindi la regola aurea è: diamo sempre il meglio di noi, anche in situazioni che non consideriamo il lavoro della nostra vita, e coltiviamo le relazioni, raccontiamoci, esprimiamo le nostre qualità, perché dietro l’angolo c’è un Epsilon che osserva e, se viene colpito dalla freccetta, potrebbe ricordare. Le nostre freccette, quelle che scagliamo verso i nostri obiettivi, bisogna lanciarle con costanza, con capacità di osservare il contesto, qualunque esso sia, e con una bilanciata combinazione di umiltà e coraggio.

La disoccupazione non nasce solo nelle manovre economiche, nasce nell’incapacità o impossibilità di pensare se stessi in modo diverso, di attingere alla propria fiducia in sè e di leggere le esperienze e i contesti come opportunità, come una tappa necessaria verso il nostro obiettivo finale