LA DELEGA NEI CONTESTI ORGANIZZATIVI – ISTRUZIONI PER L’USO

Ci si può spingere nel dire che una delle azioni che più spesso viene svolta nei contesti lavorativi è il processo di “delega” di alcune attività, siano esse operative od organizzative. Dando un’occhiata più da vicino a questo processo, si può dire che la delega, oltre ad avere una finalità pragmatica (qualcuno chiede ad un’altra persona di svolgere una attività al posto suo perchè: il ruolo di quest’ultimo lo prescrive oppure l’altro ha maggiore competenza in questa materia o semplicemente in quel momento ha maggior tempo da poter dedicare a quella attività), ha spesso anche una finalità “emotiva”. Nelle organizzazioni chi delega chiede, spesso inconsciamente, all’altro di “tenere a mente, al posto suo, le emozioni che derivano da quell’attività”. Per esempio di pensare al suo posto la preoccupazione di non riuscire a svolgere quella determinata azione, oppure di sentire al suo posto il senso di forte responsabilità o addirittura di solitudine che ne deriva! Di esempi ce ne potrebbero essere davvero moltissimi, tanti quante sono le svariate relazioni nelle più svariate organizzazioni.

Di contro e a sua volta chi riceve la delega può essere “investito” da queste emozioni senza capirne il perchè.

Per questo motivo, in situazioni vissute come particolarmente critiche, potrebbe essere utile interrogarsi proprio sul senso della delega che viene richiesta. Cosa mi sta chiedendo l’altra persona quando delega un’attività? Di condividere la sua preoccupazione di non farcela, di provare insieme a trovare una soluzione ad un grattacapo, di raggiungere un risultato potenzialmente soddisfacente?

Per cui un semplice, ma strategico, criterio per orientarsi nei processi di delega è interrogarsi su quale emozione l’altro mi chiede di tenere a mente insieme a lui o, viceversa, che cosa sto delegando all’altro emotivamente e su cui cerco un supporto. Facile no? 😉

di Giuseppe Saracino – consulente Elidea