Nuove proposte Master 2018

Se sei in cerca di un percorso di alta formazione per accrescere le tue competenze professionali, si aprono le selezioni per  i nuovi percorsi di Master della John Cabot University in partnership con Elidea Psicologi Associati.

Per l’anno 2018 sono previsti 3 percorsi:

  1. Management strategico delle Risorse Umane e organizzazione aziendale
  2. Marketing strategico e comunicazione digitale
  3. Management e innovazione d’impresa in ambito internazionale

Sfrutta le vacanze per progettare il tuo futuro!

 

Per maggiori informazioni sui percorsi di studio e le modalità di selezione segui il link!

 

Iniziative formative “Valore P.A.” per la Pubblica Amministrazione in partnership con John Cabot University

diapositiva2_241

Elidea Psicologi Associati in partnership con la John Cabot University di Roma anche quest’ anno  partecipa all’iniziativa Valore Pubblica Amministrazione , progetto di welfare realizzato e finanziato  dall’INPS .

Le iniziative 2017  Valore P.A.  per le Pubbliche Amministrazioni :

  1. Comunicazione efficace: valorizzare il proprio impatto comunicativo
  2. La gestione responsabile e produttiva del conflitto in ambito ispettivo
  3. La gestione della componente umana in ambito organizzativo
  4. Ottenere risultati nel lavoro di gruppo: strategie e tecniche
  5. Leadership, management e gestione della motivazione

 

L’iniziativa è finanziata  dall’Istituto ai dipendenti delle PA che hanno aderito al progetto, attraverso l’integrale copertura del costo dei corsi medesimi.

 

Per maggiori informazioni visualizza la pagina “Corsi per la Pubblica Amministrazione”

Elidea socio di EMCC – European Mentoring and Coaching Council –

logo-emcc-sfondo-trasparente-piccolo

Da oggi Elidea Psicologi Associati è socio di EMCC.  

EMCC Italia fa parte dell’associazione internazionale European Mentoring and Coaching Council (EMCC), nata nel 1992 e presente ad oggi in 24 paesi europei e altri 44 paesi nel mondo con più di 5000 membri singoli in totale. Inoltre EMCC è la più grande rete di mentoring e coaching in Europa, con standard di alta qualità e linee guida di etica e pratica per l’esercizio del mentoring e del coaching.

 

new-emcc-membership-banner-en

 

I nostri servizi di coaching

Consulta il sito EMCC per saperne di più

 

pastedgraphic-1

OROSCOPO DA ASSESSOR

oroscopo-estate A chi non capita in spiaggia di leggersi di tanto in tanto il trafiletto di Fox o meglio di Rob Brezsny su Internazionale (che fa più intellettuale) sul proprio segno, per fantasticare su cosa aspettarsi da queste vacanze?

Così, ispirati dai toni ludici e spensierati degli affascinanti scrittori di oroscopi estivi, ma non essendo in grado di leggere le stelle, proviamo, con la stessa freschezza delle parole brezsniane, a dare qualche consiglio da selezionatore, che è il mestiere che ci riesce meglio! Continua a leggere

La gestione del tempo nella società della prestazione

time managementDa un paio di giorni in ufficio la connessione internet è piuttosto lenta, per caricare una pagina ci si impiega un tempo che sembra sterminato. Serpeggia insofferenza, si sentono sbuffi e lamentele: “E’ da una vita che guardo questa rotellina girare!”, “così non si riesce a lavorare!”. Ma quanto è questo tempo che sembra non passare mai? Quanto tempo passa sull’orologio? Forse 8 o 10 secondi. Ormai bastano una manciata di secondi di attesa davanti a una pagina web per farci perdere la pazienza. E’ un piccolo episodio ma mi pare rappresentativo di qualcosa di più diffuso che ha a che fare con il nostro attuale modo di vivere e gestire il tempo.
Durante i corsi di formazione sul time management partiamo spesso proprio dalla differenza tra il tempo interiore, vissuto soggettivamente ed il tempo esterno, quello degli orologi e dei calendari. Negli ultimi anni il nostro vissuto del tempo è cambiato e sempre più spesso, anche in aula, i partecipanti ci comunicano di vivere una sensazione di pressione che crea stress e affaticamento. La sensazione di essere continuamente incalzati dagli impegni (e non solo sul lavoro!). Cosa sta succedendo? Come si può far fronte a questa sensazione? C’è qualcosa che dovremmo imparare?

La società della stanchezza

Delle risposte interessanti a questi interrogativi le ho trovate in un libro che ho letto recentemente, il cui titolo è già molto significativo: “La società della stanchezza” del filosofo e sociologo Byung-Chul Han. Un saggio breve e molto denso sui cambiamenti in atto nella società contemporanea.
La tesi centrale del libro è che l’epoca attuale si sia trasformata passando da una società disciplinare e del controllo ad essere quella che l’autore chiama una “società della prestazione”. Per spiegarlo in termini semplici: la società del controllo era caratterizzata dalla presenza di una autorità esterna e dal dominio. È una società in cui prevale la disciplina, il divieto, e può essere ben rappresentata – anche strutturalmente – da edifici come fabbriche, prigioni, caserme, ospedali e manicomi. In questa società il soggetto è descritto come un soggetto di obbedienza che sottostà alla legge e all’autorità.
prestazioneL’attuale società della prestazione al contrario (fatta di fitness center, grattacieli di uffici e centri commerciali) è una società in cui prevale l’iniziativa personale, la deregolamentazione e un “poter fare” illimitato che diventa pressione verso la performance. Le persone hanno interiorizzato l’obbligo della prestazione e diventano sfruttatori di se stessi senza bisogno della presenza di una autorità esterna. L’imperativo sociale è quello di realizzare sé stessi ed è un imperativo che crea stress, pressione e stanchezza. Se nella società del controllo era difficile esprimere le proprie inclinazioni e desideri e ci si poteva sentire in colpa a divertirsi nella società della prestazione paradossalmente le persone si sentiranno in colpa se non riusciranno ad essere se stessi o a divertirsi.
Già queste poche righe rendono più chiaro come mai le persone oggi si sentano continuamente incalzate dal tempo e sotto pressione. È una continua rincorsa autoimposta per adempiere ad un obbligo di prestazione che abbiamo interiorizzato e ci porta a non fermarci mai. È una volontà di essere sempre attivi che si vede anche nella bassissima tolleranza alla noia. Provate a pensare di restare seduti da soli in una stanza senza fare nulla (senza leggere guardare il cellulare, nulla) anche solo per 15 minuti. Se la prospettiva vi crea disagio allora avrete un buon esempio di quello che si intende.

Riflessioni controintuitive

Queste riflessioni portano a delle conclusioni che possono risultare controintuitive. Se vogliamo essere bravi nella gestione del tempo dobbiamo imparare anche a rallentare e a fermarci. Accanto alle competenze che più tipicamente vengono associate al time management (e che sono quelle di essere efficienti ed efficaci) dovremo apprendere anche a “perdere tempo” nel senso di imparare a viverlo senza affanno, imparare ad allentare la presa. Forse più che sforzarci di essere multitasking (approccio oggi molto in voga) dovremmo imparare ad essere “monotasking” e riuscire a concentrarci su una singola cosa per volta con maggiore calma e intensità.
Certo, il contesto non aiuta, siamo continuamente esposti a stimoli e interruzioni. Continuamente connessi. I messaggi culturali ci spingono verso la prestazione ad ogni costo. È possibile tuttavia distanziarsi gradualmente da questi stimoli ansiogeni e reimpossessarsi del proprio tempo. Un lavoro su se stessi da cui ognuno di noi potrebbe trarre sicuro giovamento.
(Ed ora fatemi andare a verificare se si è finalmente aperta quella pagina web!)