Quanto sei “tecnostressato”?

Quanto sei “tecnostressato”​?

Di seguito sono riportati un elenco di comportamenti relativi all’uso dei dispositivi digitali, leggili con attenzione e valuta se tu, o chi ti è caro, li mette in atto. Questo non è uno strumento scientifico e standardizzato per la valutazione dei disagi legati al digitale, vuole essere uno spunto di riflessione per prendere consapevolezza ed eventualmente avviare un cambio di abitudini.

  • Durante i pasti, con la famiglia o con amici, tieni il cellulare accanto a te sul tavolo, o sulla tua sedia
  • Durante le riunioni di lavoro controlli il cellulare anche se non sono arrivate notifiche sonore
  • Vai in giro, per l’ufficio o per strada, con il cellulare in mano
  • Se sei in una zona senza segnale, o se non hai con te il cellulare, ti senti a disagio
  • Dormi con il cellulare sul comodino acceso e connesso alla rete
  • Mentre lavori con il pc, tieni aperte diverse vie di comunicazioni con l’esterno, mail, WhatsApp, social, intranet e le controlli tutte interrompendo di continuo la tua attività
  • Pubblichi sui tuoi profili social almeno 1 post al giorno
  • Oltre il tempo lavorativo, passi molto del tuo tempo libero su pc, smartphone o tablet
  •  Compri quasi esclusivamente on line
  • Quando inizi una ricerca sul web (immagini, articoli o altro) clicchi sui vari link e perdi di vista l’obiettivo iniziale
  • Fai un largo uso delle app per seguire i tuoi interessi (sport, disegno, musica etc.), orientarti in strada, fare la spesa etc.

Se ritrovi, nel tuo comportamento o in quello di chi ti sta vicino, almeno 3 o 4 dei comportamenti sopra citati, è il momento di fare una riflessione seria sulle “cattive” abitudini di utilizzo dei dispositivi e delle risorse digitali.
Nei prossimi giorni indicherò quali precauzioni è possibile utilizzare.

Stay Tuned!!

di Debora Penco

IV Edizione del Premio AIF Adriano Olivetti

Da quarant’anni AIF supporta il processo di evoluzione della formazione nel nostro Paese e si confronta con partner internazionali.

Quest’anno alla IV edizione del Premio Adriano Olivetti, per ogni Sezione del Premio, verrà formata una Giuria indipendente, costituita da Professionisti ed esperti di ogni specifica area di specializzazione individuati tra docenti, ricercatori e personalità del mondo della formazione e delle risorse umane che operano in università, istituti di ricerca, aziende e scuole di formazione invitati dalla Segreteria del Premio. Tra i giurati ci saranno anche Enrica Piermattei e Andrea Mazzeo, fondatori di Elidea Psicologi Associati, invitati  il 29 ottobre a partecipare all’evento per esaminare e valutare le proposte formative candidate. Continua a leggere

SMART COMPETENCE LAB

SMART COMPETENCE LAB significa corsi brevi con taglio pratico ed esperienziale, condivisione di strumenti innovativi e specializzanti, sviluppo professionale e personale.

👉 Elidea in questo progetto è partner John Cabot University per l’area “Gestione e sviluppo delle Risorse Umane”

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Sistema PMI

Il 14 Settembre si è svolto l’evento #SistemaPMI presso la John Cabot University di Roma.
Una grande opportunità per le piccole e medie imprese per condividere idee innovative, buone prassi ed analizzare insieme ai professionisti del settore casi di studio.
Elidea – Psicologi Associati in questa occasione ha offerto la propria professionalità per proporre soluzioni ai problemi relazionali ed organizzativi in ambito Risorse Umane che devono affrontare oggi le PMI italiane.

Il Messaggero parla di noi in questo articolo!
https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/piccole_medie_imprese_universita-3973664.html

 

 

Le 10 regole per dormire (e lavorare) meglio

Non riesci a dormire? Hai difficoltà ad addormentarti? Ti senti stanco al mattino? Tutto questo incide sulle tue attività quotidiane? Bene, se la maggior parte delle risposte è affermativa ti consigliamo di continuare a leggere quest’articolo!

Più della metà degli adulti nel mondo soffre di insonnia, quindi sei in buona compagnia…

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Ma quali sono i danni dell’insonnia? Diciamoci la verità, non si tratta solo di occhiaie o la cosiddetta “brutta cera”, numerosi studi dimostrano come la mancanza di sonno incide sulla nostra salute; chi dorme meno di 7 ore a notte è 4 volte più a rischio di infarto; inoltre l’insonnia è il più rilevante sintomo che anticipa la comparsa della depressione, un alterato equilibrio sonno-veglia è causa di nervosismo, stress e tensione.

Ma non disperare!! L’American Academy of Sleep Medicine sostiene che è possibile curare l’insonnia senza medicine e senza rimedi naturali come radici di valeriana e melatonina…. ma con strategie comportamentali.
Come fare?

Ci sono dei trucchetti Continua a leggere

Dal Successo alla Realizzazione

“C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.”

Henry David Thoreau

 

E tu lo sai cosa desideri fare della tua vita? Ti senti realizzato?

 

Che cos’è il successo? Lo abbiamo chiesto ad alcune persone ed ecco come ce l’hanno raccontato:

“Successo per me significa realizzare obiettivi personali in maniera sostenibile, senza sacrificare mente, corpo e relazioni.”

 “Il successo per me ha a che vedere con la soddisfazione personale nel raggiungimento di obiettivi lavorativi”

 “Il successo ha a che vedere con il senso di realizzazione personale”

“Il successo per me può essere inteso in due accezioni. La prima, sul piano sociale, ha a che vedere con Continua a leggere

Dal pensiero all’azione!

Vi è mai capitato di porvi un obiettivo, sentire l’impulso ad agire per raggiungerlo, ma alla fine non far niente? Oppure di dire: “da domani cambio vita”,” da domani sarò una persona migliore”, ma poi l’indomani ricominciavano le stesse quotidiane abitudini?

Ecco, tutto ciò succede per una precisa ragione: il nostro cervello è pigro! Se deve fare una scelta opterà sempre per qgiohouella più semplice e più facile perché è “programmato” per tenerci all’interno della nostra comfort zone e proteggerci da tutte quelle situazioni in cui proviamo imbarazzo, paura, terrore, ovvero emozioni diverse dal solito che ci spingono ad esitare sul da farsi. Ecco qual è il nodo di fondo: le emozioni. Studi di neuroscienza dimostrano che il 95% delle nostre scelte sono prese sulla base delle nostre emozioni ed ecco perché è così difficile fare qualcosa di nuovo, di diverso, di insolito.

Antonio Damasio disse: “Gli esseri umani sono macchine emotive che pensano, non macchine pensanti che si emozionano”. Per questo è così difficile prendere una decisione e cambiare, anche quando sappiamo essere necessario. Riuscire ad attivare un’azione richiede uno sforzo definito dalla scienza “energia di attivazione”, una quantità di energia necessaria per avviare una reazione o un’azione che è maggiore di quella richiesta per il suo stesso mantenimento. Questo tipo di energia è così difficile da trovare e da attivare che bisogna superare i propri sentimenti di resistenza: per questo motivo non riusciamo a cambiare abitudini o comportamenti, per questo motivo il cervello sceglie le strade più semplici!

Ma tranquilli, c’è una soluzione, un modo per prendersi gioco del cervello e decidere ignorando le nostre emozioni bloccanti. Si tratta di uno strumento metacognitivo nominato da Mel Robbins, life coach e speaker motivazionale americana, “La regola dei 5 secondi”, con risultati duraturi in ogni aspetto della nostra vita. Avallata da ricerche sul funzionamento della mente umana,4975884671_92907d1b14_b-620x330 la teoria dimostra che abbiamo una finestra di 5 secondi all’interno della quale agire prima che il cervello ci blocchi. Quante volte ci poniamo degli obiettivi, pensiamo di dover fare qualcosa, sappiamo che sia importante farla eppure ci fermiamo per qualche secondo a pensare e alla fine procrastiniamo, abbandoniamo o rimandiamo. Succede perché “l’attesa è fatale” ed è qui che interviene la regola. In pratica, quando sentiamo l’istinto o l’impulso interno ad agire, ad attivarci o a svolgere qualche azione, in quel preciso momento, invece di fermarci a pensare, iniziamo il conto alla rovescia da 5 a 1, alla fine del quale, non essendoci più nulla, siamo spinti ad agire. Tale strumento segue una semplice regola, ma sicuramente l’applicazione è più complessa perché richiede lo sforzo di lavorare su se stessi.

 

È efficace perché permette di zittire la mente distraendola da dubbi e preoccupazioni per concentrarsi su ciò che va fatto spingendoci, quindi, a muoverci e interrompere l’abitudine di esitare, pensare e trattenersi. Funziona perché, contando alla rovescia da 5 a 1, si interrompe il processo dell’amigdala, la ghiandola che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura, e si attiva la corteccia prefrontale, la parte del cervello che si attiva quando impariamo o ci impegniamo su qualcosa di nuovo. In altre parole, questo metodo frena il cervello dal creare una concatenazione di paure, dubbi ed esitazioni che bloccano l’azione e ci permette di uscire dalla nostra comfort zone abitudinaria controllando le nostre azioni e decidendo di agire coraggiosamente per raggiungere i nostri obiettivi.

Per approfondire l’argomento è possibile leggere il libro di Mel Robbins “La regola dei 5 secondi”.